Benvenuto in Mitades

Blues, anzi Maternity Blues

Maternity blues è un film che parla della depressione post partum: in maniera dura, senza sconti né ritratti introspettivi che virano a dolcezze e intimità. Prende il nome dal Baby Blues, fenomeno che ha a che fare con la malinconia e il sentimento di tristezza che spesso compare tre/quattro giorni dopo il parto, dovuto principalmente a un riassetto ormonale. Solo in alcuni e rari casi si trasforma in melanconia, in vera e propria depressione post-partum.
Il regista Cattani ha dichiarato l’altra sera, durante la presentazione, che usare la parola blues gli riportava alla mente un sentimento che di addiceva molto alla tristezza che accompagna la vita di queste donne. Girato all’interno dell’ospedale psichiatrico, racconta la quotidianità sospesa e a tratti irreale di quattro donne, con quattro profili completamente diversi e accomunati dal gesto estremo, dall’omicidio di quello che comunque rimarrà l’amore della loro vita. Duro, quindi. Tematica non facile che speriamo sia in realtà un pretesto per poter parlare della depressione post partum, delle difficoltà e incomprensioni che le mamme incontrano e affrontano, spesso da sole e senza possibilità di confronto e condivisione. Come se non si potesse parlare, come se “tanto è un momento e tutto passa”. Ma il primo passo è proprio quello di poter ammettere di essere in difficoltà.
Per questo ci teniamo tanto ai nostri spazi CullaMi, momenti di confronto tra mamme, con la presenza dei loro bambini entro l’anno di età, per poter condividere, capire e piangere e ridere insieme.

Lascia un commento