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Continuano i viaggi per Mitades – Trasferta a Potsdam

Continuano le trasferte per Mitades!

All’interno del progetto di capacity building che Mitades sta portando avanti con la collaborazione di Osun Wes stiamo facendo tanta strada. Come per ogni viaggio, ancor più della meta, è il percorso ciò che più ci sta arricchendo. Durante questi oltre due anni di progetto “verso Broadway”, meta metaforica del nostro viaggio “Coast to Coast” (titolo del nostro capacity finanziato da Fondazione Cariplo), abbiamo riflettuto su di noi, ci siamo guardati con occhi diversi e ci siamo proiettati non solo in un prossimo futuro con nuove prospettive, ma anche abbiamo avuto modo di incontrare e conoscere diverse realtà.
L’internazionalizzazione, così come il confronto e la conoscenza di altri anche a livello nazionale, è un processo molto importante per un’organizzazione: ne siamo convinti sin dalla nostra fondazione quando, già nel 2009, alcuni dei nostri soci fondatori, memori della ricchezza a loro derivata dall’aver partecipato al programma europeo Erasmus e da altre esperienze di scambio internazionali, continuavano a cercare nelle esperienze degli altri importanti stimoli ed ispirazioni per l’organizzazione di Mitades.
A distanza di più di 10 anni è possibile osservare come già all’inizio esistesse tutto quello in cui ancora oggi crede e su cui lavora Mitades: esplorare nuovi mondi per la conciliazione, un business diverso, una pedagogia innovativa ed i bambini al centro.

Oggi continuano i viaggi e gli scambi anche internazionali: quest’estate è stata la volta di Potsdam, non lontano da Berlino.
Siamo stati accolti a Projekthaus, un progetto di co-living che da anni attua un modello innovativo che concilia l’abitare collaborativo con forme di imprenditoria autonome, ma comunicanti tra loro e contenute/rinforzate tutte dal fatto di essere dentro questa cornice.

La partecipazione nei processi decisionali, la conciliazione del tempo famiglia-lavoro, l’attivismo sociale, la fiducia tra le persone che entrano a far parte di Projekthaus e la cura degli spazi comuni sono stati alcuni dei temi su cui ci siamo confrontati. Temi che appartengono al mondo dell’abitare collaborativo come a quello dei makers (la maggior parte delle piccole imprese attive a PH sono artigianali), ma anche a realtà come Mitades che si occupano di infanzia.

A Projekthaus abbiamo incontrato i fondatori e conosciuto alcuni dei soci che ne fanno parte: un connubio di generazioni, dai più veterani a giovanissimi che, pur con background culturali e percorsi di vita diversi, condividono tutti un forte legame identitario e di appartenenza alla Germania dell’Est e un modo di vivere comunitario.

Dallo stesso motore politico-valoriale è stato mosso il collettivo antifascista che ha dato vita sempre a Potsdam a Freiland, un centro culturale nato dieci anni fa che ci ha accolto con i suoi murales e un fermento che anche in piena estate (per i tedeschi di quel land l’inizio agosto coincide con la fine delle vacanze estive) ci ha fatto intuire la vivacità che lo contraddistingue.

Nato da un piccolo gruppo di persone all’interno degli edifici di una vecchia compagnia idrica locale, oggi Freiland è costituito da decine di attività e progetti innovativi e da oltre 180 soci che condividono spazi, valori e idee e che negli anni hanno contribuito al consolidamento, anche economico, di Freiland. Abbiamo avuto modo di conoscere alcune attività tra cui un FabLab, un laboratorio di serigrafia, un bio Lab, Frrapò radio indipendente popolare e conosciuto artisti, tra cui Hanne Eichhorn che arricchiscono e continuano a rendere concreto il pensiero con cui Freiland è nato.

Ascolta il podcast dell’intervista registrata a Potsdam da Frrapo!

Noi di Mitades siamo partiti per riflettere su tematiche relative alla governance e a Freiland Hakim ci ha raccontato il loro modello organizzativo, i loro processi decisionali e quali aspetti richiedano costanti confronti tra i soci, e insieme abbiamo ragionato, in un pomeriggio di workshop, su come restare orizzontali e democratici (una delle caratteristiche dell’organizzazione di Freiland) senza così restare “imbrigliati”, a volte, nell’impossibilità di agire tempestivamente o più efficacemente quando la situazione lo rende necessario. È stato uno scambio molto interessante, abbiamo ritrovato molti punti in comune e altri di diversità che ci hanno stimolato ulteriormente a ragionare sul funzionamento interno di Mitades e su quali altre forme potremmo sperimentare.

 

I momenti informali del viaggio sono stati poi nutrienti almeno quanto quelli più strutturati: cenare insieme, raccoglierci attorno al fuoco la sera (ogni tedesco, abbiamo capito, sa accendere e gestire un fuoco e ha un braciere in giardino per godere del fuoco anche in inverno), esplorare Potsdam in bici con Erich, appassionato di storia della città e dei suoi movimenti prima, durante e dopo il muro che ci ha insegnato a guardare sempre “al di là delle facciate”.

Un pezzetto di viaggio, fatto solo da alcuni di noi, ma altrettanto significativo, è stato infine a Norimberga a conoscere HeizHaus, un polo logistico degli anni ‘50 riconvertito in fablab, laboratori e spazio per eventi artistici e culturali.

Qui è stato interessante conoscere artigiani e artisti come la ceramista Lena, il brand YAR di sartoria lenta, Chris e la sua arte anche con un collettivo di artisti attivisti politici, l’Istituto di Eterotopia Applicata e i loro spazi, i loro modi di condividere e vivere.

Oggi tutte queste esperienze lasciano in noi stimoli variegati e potenti: alcuni li lasciamo sedimentare, altri li maneggiamo già un po’, altri vanno ad arricchire il nostro patrimonio di esperienze e valori nell’ambito del lavoro educativo, sociale e culturale che portiamo avanti.

Alcuni brevi articoli pubblicati sul blog dell’associazione raccontano altre esperienze all’estero:

Mitades a Madrid..una città a misura di bambino!

Ginevra e la festa di Grottes

Mitades in Croazia.2/ atelier di conigli bianchi

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