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Pedagogicamente parlando N.2 – Sei forte papà!

Sei forte papà.

Questo era il titolo di una simpatica canzone di qualche tempo fa.
Ora mi sorge una domanda: come potrebbe essere forte un papà di oggi?
Peraltro vivendo questo tempo di pandemia tra fragilità e incertezza nel lavoro, nella quotidianità domestica, nelle relazioni rende un po’ complicato parlare di forza e potrebbe sembrare un paradosso.
Sgombriamo subito il campo. Forte non significa fisicamente prestante, resistente e inflessibile perché non stiamo parlando di un materiale, di una prestazione o di carattere.
Oggi essere forte può significare esserci nelle situazioni, essere presenza attenta, puntuale, accogliente, insostituibile (anche per una coppia che non è più riuscita a essere tale).
La fermezza paterna oggi è fermezza perché si muove.
Insomma vivere la responsabilità paterna chiede di intraprendere.
Ecco allora qualche movimento prezioso  all’interno e all’esterno.
All’interno delle relazioni e dinamiche famigliari pensare a occasioni e appuntamenti, a rituali e momenti irrinunciabili con i figli. Rituali che si ripetano con novità  nel tempo (un gioco, una lettura, un’attività scelta con loro) che permettano condivisione.
All’esterno un movimento utile è quello di mettersi nel calendario i colloqui con asilo e scuole (di ogni ordine e grado). Già … proprio i mitici colloqui -anche quelli online- con insegnanti, educatori ed educatrici. Realizzare una presenza o compresenza (quando possibile) attiva ai colloqui in cui far emergere il proprio sguardo e un attento ascolto. Addirittura preparandosi ai colloqui sarebbe il massimo. L’arricchimento  dello sguardo paterno nelle letture e nelle scelte educative è imprescindibile, utile e, lasciatemelo dire, bello! Figlie e figli giovano di uno sguardo altro che nella reciprocità, non nell’intercambiabilità,  con quello materno, li accompagna nella crescita e nella vita.
Buona festa dei papà a tutti i papà!
Testo di PiEffe

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