Capita delle volte che la preoccupazione di arrivare pronte spinga le donne in attesa a cercare informazioni o racconti di esperienze da amiche, compagne di corso preparto o sui social. La condivisione è sicuramente uno strumento utile ma questa ricerca rischia talvolta di confondere e di far perdere il contatto con il proprio corpo, con quello che accade mentre sta accadendo. Siamo sempre meno allenàti all’ascolto e al riconoscimento dei nostri bisogni, e ancor più difficile diventa quando le nostre scelte potrebbero avere ripercussioni su nostr* figli*.
Per questo, durante la gravidanza e dopo il parto, è importante per la donna potersi ritagliare spazi e tempi dedicati in cui poter far chiarezza sulle informazioni, in cui poter esprimere desideri su come vorrebbe che fosse, essere rassicurata su ciò che potrebbe accadere o essere accolta nei suoi lati più bui.
Non tutte le mamme sono sole, è vero, ci possono essere anche i papà con cui condividere queste riflessioni. Ma anche loro sono impegnati a diventare papà, quindi chi può occuparsi di loro mentre si sperimentano nella nuova veste di genitori? Una figura esterna ma vicina alla coppia può essere a volte una grande rassicurazione perché può supportare nei momenti più faticosi, offrire uno “spazio di decompressione” o un aiuto pratico o, ancora, assicurarsi che i genitori soddisfino anche i loro bisogni primari, che spesso passano in secondo piano nelle prime settimane dopo il parto quando le routine vengono stravolte.
Quando nasce un bambino serve rallentare, darsi il tempo di ri-conoscersi e riorientarsi. Tutelare la “bolla spazio-temporale” di genitore/i e neonato non è sempre facile, soprattutto in società frenetiche come la nostra.
Anche con questo intento è nata la figura della doula (si legge dula). Ancora poco conosciuta in Italia, molto diffusa in alcuni paesi europei, da sempre presente nelle culture in cui le donne del villaggio si raccolgono attorno alla neomamma per prendersi cura di lei.
Ecco perché la doula svolge un ruolo sociale, perché cuce intorno alla mamma una rete di supporto su misura per lei: possono farne parte altre mamme, amiche, parenti, figure professionali specifiche o servizi del territorio (es: consultori, gruppi mamme, ostetriche, pediatri, etc..), purché esista una comunità che permetta la nascita e la crescita della nuova mamma. Perché una donna che si circonda di persone e luoghi rassicuranti vivrà la maternità pienamente e consapevole delle risorse interne che ha a disposizione per ricordare questa esperienza nel migliore dei modi possibili.
Testo di Erica Amprino, doula e neuropsicomotricista
♦ Per i futuri genitori Mitades offre un accompagnamento pratico ed emotivo con la doula, un percorso di coppia o individuale per prepararsi alla nascita.
Per info contatta il: 345.1552523 – erica.amprino@mitades.it
◊ Immagine: Arearea (Felicità) di P. Gauguin

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