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Risultati sperimentazione del progetto BEST

 

Il B.E.S.T.- Bisogni Educativi Speciali Territoriali nasce nel 2015 come sperimentazione di un servizio condiviso in risposta ad un bisogno rilevato dalla UONPIA (Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza) di Via Aldini dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco.

Avviato nel quartiere di Quarto Oggiaro e replicato in Gallaratese, nel primo triennio di sperimentazione ha visto il coinvolgimento di 77 famiglie.

Si è trattato per lo più di situazioni spesso connotate da povertà economica, precarietà lavorativa e abitativa nonché da sfiducia nei servizi e scarsa consapevolezza delle difficoltà del bambino. E’ stato quindi necessario un rinforzo delle capacità genitoriali, sia per accompagnare il genitore al riconoscimento delle potenzialità del loro bambino, sia per supportarlo nell’individuazione di strategie funzionali alla gestione quotidiana.

Si è trattato di famiglie con una limitata possibilità di accesso ad opportunità educative, ricreative o culturali, con una rete amicale e parentale scarsa e in cerca di punti di riferimento in quartiere.

Altri dati: monogenitorialità (12%), nuclei familiari numerosi (20%), situazione abitativa precaria (40%), in carico al servizio sociale (30%).

 

A conclusione del primo triennio di sperimentazione del BEST a Quarto Oggiaro (2015-’18), è stata valutata l’efficacia dell’intervento su un campione di 40 bambini, con un’età media di 6 anni che hanno partecipato al progetto in media per 16 mesi.

Per valutare l’impatto del progetto, Mitades insieme all’equipe dell’UONPIA di Via Aldini ha creato uno strumento di valutazione che indaga a inizio e fine percorso BEST sette aree evolutive: cognitiva, motoria, affettivo-emozionale, autonomie, comportamentale, comunicativa e relazionale.

Dai 40 questionari compilati pre e post intervento dal neuropsichiatra di riferimento è emerso che le aree evolutive in cui si osservano i maggiori progressi sono le aree affettivo-emozionale, comportamentale e relazionale.

Il progetto BEST ha l’obiettivo principale di agire maggiormente sull’area affettivo – emozionale, infatti 30 bambini e bambine sui 40 coinvolti, inizialmente presentavano un punteggio insufficiente in questa area e a fine percorso il 70% (dei 30) ha superato il punteggio medio di sufficienza.  I risultati di quest’area sembrano strettamente correlati con il lavoro che gli operatori BEST svolgono con le famiglie con l’obiettivo di sostenere e valorizzare le capacità genitoriali, attraverso la condivisione di un progetto socio-educativo e relazionale individualizzato.

Rispetto all’area comportamentale invece 19 bambini su 40 bambini hanno iniziato il percorso con un punteggio iniziale sotto la sufficienza, coerentemente con l’alta frequenza di comportamenti “difficili” riportata anche dalle scuole. Sono i bambini cosiddetti BES, focus del progetto, che per lo più manifestano i loro bisogni attraverso comportamenti non funzionali nel contesto sociale

(in termini di rispetto di tempi, regole e capacità di attenzione e concentrazione).
Per questo il Best insiste molto anche sul lavoro di rete con le scuole per condividere strategie educative funzionali per ciascun bambino.

Per quanto riguarda l’area relazionale, 17 bambini su 40 hanno iniziato il percorso con un punteggio iniziale insufficiente. Il 70% di questi ha però superato a fine percorso la sufficienza grazie all’intervento del BEST che insiste sul rinforzo della relazione di ciascun bambino con i coetanei e con l’adulto di riferimento.

Tali esiti risultano quindi in linea con gli obiettivi progettuali del BEST che da un lato focalizza la sua attenzione sull’evoluzione psicomotoria ci ciascun bambino, dall’altra si prende cura delle famiglie in maniera globale rinforzandone il tessuto sociale.