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Un’altra città è possibile.

Ieri l’assessore milanese alla Sicurezza e Coesione Sociale Marco Granelli ha iniziato a prendere in esame la questione dello sfruttamento, dei lavavetri e dell’elemosina chiesta ai semafori attraverso il lavoro di censimento e mappatura di uno gruppo speciale di vigili urbani. Ed è subito pagine di giornale che guardano alle sue dichiarazioni cercando di capire se siano più a destra o più a sinistra di quelle di altri ex assessori, il mondo del no profit si interroga, titoli come “è pugno duro”, etc etc. Bé come associazione che lavora a sostegno del benessere dei minori, prendiamo spunto per riproporre un piccolo estratto da un lavoro di un paio d’anni fa di una onlus di amici e operatori e colleghi, dove si ricorda che – al di là di pensieri, filosofie e schieramenti politici -, non è normale che ci siano oggi a Milano e in generale nel mondo, dei minorenni o dei disabili che vivono quotidianità impensabili per qualsiasi altra persona, sotto gli occhi di tutti.
Da Un’altra città è possibile, Geordie Onlus:
[…] La mendicità, per fare un esempio, finisce con l’essere tollerata se è praticata da un minore Rom o Sinto mentre diventa inaccettabile e da condannare se a esercitarla sono bambini italiani. In quest‘ultimo caso, trattandosi di un minore italiano, l‘attivazione dei Servizi Sociali sarebbe immediata e si avvierebbero tutte le misure necessarie a protezione di quel minore ed eventualmente a supporto o punizione della famiglia.
Ovviamente questa situazione determina un chiaro abbassamento nel livello di protezione dei minori Rom e Sinti, una pericolosa deriva del trattamento diseguale e lontano dai diritti dell‘infanzia, una deresponsabilizzazione delle famiglie e un alibi per le istituzioni nell’impegno ad attuare concrete e reali politiche di inclusione sociale che mettano al primo posto i diritti dell‘uomo e dei minori, valori fondamentali di civiltà e non la semplice e spesso molto dispendiosa gestione dell’emergenza.
L’approccio alle problematiche dei minori Rom e Sinti in Italia è stato quello di pensare a loro come fossero diversi, abbassando conseguentemente la soglia dei diritti e dei doveri, per cui come è stato normale lasciarli vivere in luoghi disumani, in cui non faresti vivere nemmeno un cane – e noi abbiamo permesso che dei bambini nascessero, crescessero e spesso morissero in queste situazioni e l‟abbiamo potuto fare perché abbiamo pensato a loro come se fossero dei sub umani – allo stesso modo abbiamo tollerato che si sposassero tra consanguinei, tra minorenni, o arrestassero padre e madre e un bambino fosse lasciato al campo da solo.[…]

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fonte media:  http://flic.kr/p/7zyGs

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