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Storie, favole e giochi!/2 ovvero come raccontare una storia ai vostri bimbi!

…Sì, ok ma come e cosa raccontare?

Al di là di riuscire a scegliere una storia, un cartone animato e un racconto che sia adatto e propedeutico a una crescita, allora ecco che è importante poter pensare di inventarci delle storie e capire come raccontarle. Senza spaventarci: non è che dobbiamo pubblicare delle storie e inventarci Harry Potter. Ma pensiamoci bene bene: quante cose in realtà già ci inventiamo per i nostri figli? Al di là che abbiano 6 mesi o 6 anni.
Un vantaggio immediato di inventarci le storie è quello di andare incontro alle esigenze del nostro bambino: significa tararci sui suoi bisogni e sulle sue necessità (ad esempio di rielaborare determinate paure, inserire personaggi che fanno più paura…). Significa instaurare una modalità di relazione diversa, in cui si può inventare un mondo parallelo. Vi assicuro che dopo i primi momento di imbarazzo, dopo le prime sere di “rompere il ghiaccio”, di trovare il momento e il luogo più adatto, inventarsi delle storie è una attività che appaga molto, soprattutto il genitore.
Pensando a favole e fiaba e storie vediamo bene le caratteristiche che devono avere per poter avere un senso. Innanzitutto devono avere una fine e un inizio: una storia può durare anche anni, però è importante che nel momento in cui incominciamo a raccontarla abbiamo almeno una vaga idea di come possa concludersi. Questo perché i bambini hanno bisogno di avere uno “stop”: ansie, sogni, paure e speranze vanno in qualche modo chiusi e contenuti. Quindi sia una fine e inizio “a lungo termine” sia nell’episodio di quella sera (che può durare anche 8 minuti, non necessariamente deve essere il primo capitolo del libro cuore).
È importante che siano presenti dei personaggi che siano interessanti per il bambino e adatti alla sua età: un piccolo trucco è chiedere a loro quali personaggi inserire, per potersi tarare sulla loro fantasia. Cercate di declinare inviti dei vostri figli a mettere Gormiti o similari (anche perché poi non è facile gestire la storia di un gormita, le aspettative sono troppo alte, andate in ansia e via dicendo): inserite personaggi banali, presi piuttosto dalla vita quotidiana e lasciatevi trasportare dall’animismo più puro – esatto, anche le caffettiere hanno vita propria e quando si chiude lo sportello della dispensa nasce un mondo. Carina è l’idea di abituare i bambini ad un paio di personaggi fissi, fin da piccoli che possono anche crescere per mesi e mesi insieme a loro!
Sarebbe importante costruire dei personaggi inserendo il buono e il cattivo, il furbo e l’ingenuo o comunque pensare a una serie di dicotomie su cui voi potete calcare la mano come e quanto volete. (questo è uno degli aspetti positivi del costruire la storia insieme! Il violento poi finisce sempre con il fare una figuraccia davanti a tutti – mentre in televisione e tra schiere di gormiti non sempre è così!).
Le caratteristiche da tenere presente possono essere altre mille e i dubbi pure. Es. un volta che un personaggio muore, poi rivive? Una storia può durare quanto? Se mi chiede di tornare sempre sullo stesso episodio, ha senso? Tanti possono essere gli accorgimenti, le cose “più giuste e più sbagliate”. Ma intanto incominciamo a raccontarle. Incominciamo a prendere famigliarità con le richieste dei nostri bambini. E adesso proviamo. Come? Abbassiamo tutte le difese del nostro essere grandi, lasciamoci contaminare e guidare dai nostri bambini e dalle loro richieste e proviamo. Chiediamo a lui o lei chi è il buono e chi il cattivo. Fidatevi. Non di noi, ma della fantastia dei vostri bimbi e scoprirete che…
…co-costruire una storia è una delle attività più divertenti che ci possano essere.

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