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Nonni trasversali

Che belli i nonni… ogni tanto quando incrocio qualcuno che non ha avuto la possibilità di conoscere o di vivere i propri nonni, mi si stringe il cuore. Per carità, di nonni ce ne sono di tutti i tipi, come di mamme e di papà del resto: quelli che si preoccupano tanto, quelli meno simpatici, quelli che viziano, quelli che spesso si dimenticano di avere un nipote, quelli con cui staresti a giocare tutto il giorno, anche a 30 anni.
   Ma essere nonno è una bella responsabilità. Hanno un dovere educativo che va al di là del qui ed ora, della quotidianità fatta di gesti, pranzi e coccole. I nonni rappresentano un passaggio di storia, di cultura: in primis quella della famiglia e poi quella della città in cui si abita, della comunità e della società in cui si vive. Raccontano la storia della famiglia e delle nostre radici; raccontano di giochi semplici e lontani, ma che, quando li senti, sembra che ci abbiano giocato fino a ieri! Per questo motivo, se abbiamo parlato dei papà “verticali” per la modalità di abbraccio, della proiezione, mi sembra importante parlare di nonni “trasversali” perché lì è la loro forza.
   Accompagnare il nuovo nucleo che si forma con la nascita di un bambino sia orizzontalmente – ovvero nella società – che verticalmente – ovvero nella storia – li rende importantissimi per la stessa crescita della famiglia e, nello specifico del bambino.
   Diventare nonni significa in qualche modo “ri-generarsi” e, come afferma Erik Erikson – psicanalista che ha lavorato molto sulle fasi di vita e sulla senilità – , avere un nipote è l’obiettivo di uno sviluppo di una generatività non narcisistica: il fine, con questo passaggio, è sostenere le potenzialità del figlio/a che diventa genitore, non è più teso alla propria realizzazione.
   Silvia Vegetti Finzi con “Nuovi nonni, nuovi nipoti” e Anna Oliveiro Ferraris con “Arrivano i nonni!” sono solo due delle più note psicologhe e autrici che si occupano del ruolo dei nonni e delle dinamiche che si instaurano nella triade nonni –genitori – nipoti.
   Tanti gli spunti per poter parlare di “pedagogia e ruolo dei nonni”, ma sicuramente, da nipote fortunata, mi viene anche da pensare che i nonni, ancora più dei genitori, sono quelli che ringraziamo meno e le cui coccole e attenzioni diamo per scontate. Quindi… Grazie nonnini!