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L’ora di religione

Quanto è bello vedere e sentire parlare di integrazione, di religioni interculturali, etc. E’ bello soprattutto perché a parlarne sono delle mamme (giornaliste, per carità!), ma trovare un blog che ne parla con queste profondità “educative” mi piace un sacco. Tanto più quando sono pieni di approfondimenti statistici (e per quanto tempo ho lavorato per costruire dati, nelle stesse organizzazioni citate nel blog!) e di contributi di esperti e professionisti. Mi permetto solo di commentare che in realtà i bambini stranieri è vero che sono tanti e sempre saranno in aumento ma non tanto perché siano “immigrati”, ma semplicemente perché il riconoscimento della cittadinanza per lo stato italiano è una via lunga e spesso impervia (chiedetelo al primo immigrato o straniero che vi capita di incontrare!). E quindi in realtà i bambini delle classi degli asili e delle elementari, spesso sono definiti “stranieri di seconda o terza generazione”: ovvero, sono figli – o addirittura nipoti – di immigrati. Questo non cambia il concetto di intercultura e l’importanza di costruire una identità che tenga conto di usi e costumi e religioni del loro paese di provenienza. Perché crescere in un ambiente familiare in cui non esiste natale o la pasqua è diversa, e ritrovarsi a scuola in cui la maggior parte di bambini parla della nascita di Gesù Bambino, può essere difficile. È quindi importante e necessario che si conoscano anche altri mondi, altre religioni: non solo per i bambini che da quella cultura provengono, ma un po’ per tutti. Anzi per i bimbi italiani è, come dice Maria Silvia Sacchi, l’autrice del blog, una bellissima occasione di apprendimento, crescita e confronto.