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Ginevra e la festa di Grottes

Tornate da una tre giorni ginevrina intensa e con tante emozioni e sensazioni e ancora di più. Una festa, quella del quartiere di Grottes, in cui – non solo ci siamo divertite come in poche altre occasioni – ma abbiamo visto come costruire partecipazione territoriale, come proporre momenti condivisi di festa per tutte le età. Grottes e i suoi cittadini, i negozi e i servizi con le porte aperte e i Piccoli Pesci di Milano (una serie di associazioni e realtà milanesi invitate per poter fare cultura e fare partecipazione partendo dalla festa di quartiere, non da un tavolo di buone prassi!).

E poi Ginevra. Con la sua università e il centro studi a vedere le valigette dei test di Piaget – mi rendo conto che per molti di voi non abbia un grande significato, ma cercate voi per anni di immaginarvi una “valigia di test”+”Piaget” e ritrovarvela davanti! ma non solo la teoria: Ginevra ha messo a frutto “praticamente” dei modelli pedagogici, una riflessione che prende vita e diventa servizio-.  Siamo state a incontrare madri e bimbi di una comunità di accoglienza, un centro infanzia dove ci sono volontari “intergenerazionali”, un servizio per l’infanzia con approccio psicoanalitico per bambini e genitori e nonni e ancora una associazione di ostetriche che lavora da vent’anni proponendo l’allattamento e lavorando sulla depressione post-partum.

Poi c’è tanto altro di Ginevra, amici, semplicità, qualità della vita, un treno per il nord… Ma non per tutto ci sono parole.

 

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